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22 | 05 | 2013
Francia: Carcere a 12 anni e fermo di polizia per i bambini PDF Stampa E-mail
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Carcere a partire dai 12 anni, maggioranza penale (cioè trattati come degli adulti di fronte a un tribunale ordinario) abbassata da 18 a 16 anni per i recidivisti e persino fermo di polizia di 6 ore, rinnovabili una volta, per i bambini di meno di 12 anni: sono queste le proposte di riforma che la commissione di esperti, presieduta da un professore universitario, presenterà domani alla ministra della giustizia Rachida Dati. E come se non bastasse, ieri, Frédéric Lefebvre, portavoce dell'Ump (il partito di Sarkozy), ha affermato ieri, che per evitare di dover mettere in prigione fin dai 12 anni, la soluzione è fare lavoro preventivo: «Dicono che bisogna farlo dall'età di 3 anni perché sia più efficace - ha affermato - nel '45, un minorenne su 166 era implicato in un caso penale, oggi e uno su 30. Bisogna reagire, quando si nota un comportamento violento all'asilo nido, per mettere in atto la prevenzione».


Rachida Dati vuole riformare l'ordinanza del '45 che regola il trattamento della delinquenza minorile e che era basata sul principio che l'educazione deve avere la meglio sulla repressione. La ministra vuole abolire l'ordinanza per sostituirla con un codice preciso riservato ai minorenni. Secondo il ministero della giustizia, questo approccio sarebbe giustificato dal fatto che i delinquenti oggi sono sempre più giovani. Un'affermazione che è contestata dai magistrati che si occupano di minorenni. Le reazioni al rapporto della commissione di esperti, che contiene una settantina di proposte, non si sono fatte attendere. «La questione non è la riforma dell'ordinanza del '45, che peraltro è già stata riformata cinque volte negli ultimi cinque anni - afferma il giudice per bambini Jean-Pierre Rosensweig, presidente della sezione minorile del tribunale di Bobigny - il problema è quello della prevenzione», ma certo non dai 3 anni di età (una proposta analoga nel 2006 aveva dovuto venir ritirata dal governo in seguito a una petizione di protesta titolata «No allo zero in condotta per i bambini di 3 anni»). Il Pcf parla di «provocazione», dopo l'ondata di suicidi di giovanissimi in prigione negli ultimi mesi. Per Emmanuelle Perreux, presidente del Sindacato della magistratura, «siamo nella politica del tutto penale, che dimentica che un minorenne può essere un delinquente, ma è soprattutto un essere in costruzione». Il magistrato Christophe Régnard, dell'Usm (sindacato maggioritario), sottolinea che questa proposta «non è in conformità con gli accordi internazionali firmati dalla Francia, come la Convenzione internazionale dei diritti dei bambini», che stabilisce la responsabilità penale a 18 anni. La proposta distingue tra «maggioranza penale» (che resterebbe a 18 anni, abbassata a 16 per i casi di recidiva), e «responsabilità penale», che verrebbe stabilita per legge all'età di 12 anni, mentre finora la legge francese lasciava libertà di apprezzamento al giudice. La commissione propone anche di accelerare i tempi della giustizia minorile.
In commissione pare che qualcuno abbia proposto di abbassare la responsabilità a 10 anni, come succede in Gran Bretagna. La responsabilità penale è a 12 anni in Svezia e in Grecia, a 14, che è anche la media europea, in Italia, Olanda e Spagna. In Francia, con l'ultima riforma di Dati un bambino di 13 anni può essere messo in carcere se responsabile di un grave crimine. Sui 203.700 minorenni fermati dalla polizia nel 2006, 1,3% era implicato n crimini gravi, il 43% in furti, il 22% in violenze e il 34% in «violazioni della pace pubblica», per lo più fatti di droga.

Anna Maria Merlo

 

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