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19 | 05 | 2013
Questo esperimento continuerà PDF Stampa E-mail
Rassegna Stampa

Non sarebbe corretto da parte mia esprimere giudizi sull'operato della maggioranza di Rifondazione comunista, dal momento che non sono iscritto a quel partito, e non ho diritto a rivendicare nulla dal momento che del giornale Liberazione sono un collaboratore, e nelle stanze di via del Policlinico sono sempre entrato come ospite. Però una cosa forse posso dirla. Grazie all'apertura dimostrata dal giornale durante la direzione di Piero Sansonetti in quelle stanze mi sono sentito ospite gradito e forse anche utile.

 

Utile a che? In questo articolo che certamente è l'ultimo che scriverò per il giornale che si chiama Liberazione voglio cercar di dire proprio questo: cosa può essere utile nell'epoca difficile e confusa in cui abbiamo la fortuna di vivere, di cosa avremo bisogno nella tempesta che si prepara, anzi è già qui? Noi. Noi chi? Noi che ci ribelliamo contro lo sfruttamento, noi che rifiutiamo la guerra e la sopraffazione armata, noi drogati, noi omosessuali, noi fannulloni, noi amanti di una vita che non vuole esser costretta nelle maglie dello schiavismo precario del bigottismo sessista della paura dell'altro - noi di cosa abbiamo bisogno?
Abbiamo noi forse bisogno di un giornale che quotidianamente ribadisca la nostra identità di comunisti, e diffonda tra chi già le conosce le verità che il partito riafferma? Credo che di una cosa simile nessuno abbia bisogno, neppure i dirigenti del partito.
Abbiamo bisogno al contrario di uno sgabellino sul quale salire, per vedere l'orizzonte lontano che il conformismo dogmatico dell'informazione di regime (cioè del 99% della informazione oggi circolante) non vuole né vedere né mostrare. Abbiamo bisogno di uno sgabellino sul quale salire perché si possa sentire la voce di chi è libero dai dogmi. Abbiamo bisogno di voci libere dal dogmatismo. Il dogmatismo domina invece incontrastato nel discorso politico nella cultura e nell'informazione: un dogmatismo non dissimile da quello che indusse l'Inquisizione Vaticana a torturare e umiliare Galileo in nome di verità false che nessuno poteva mettere in questione. E' il dogmatismo di chi crede di parlare a nome di dio e grazie ad uno sponsor così autorevole pretende di sapere cos'è la vita e cos'è la coscienza e pretende di imporre a tutti la propria indiscutibile verità. E' il dogmatismo della competizione e della crescita economica, della privatizzazione e della riduzione dei costi del lavoro - un dogmatismo che ha portato nel baratro le società di tutto il mondo, eppure non intende mollare la presa, e intende ribadire le proprie indiscutibili verità. Ma è anche il dogmatismo di chi ha i piedi così incollati al pavimento da non riuscire a vedere che le categorie politiche del Novecento non significano più niente, non interpretano più la realtà esistente e non sono in grado di guidarci verso alcun futuro differente. Ogni genere di dogmatismo inquina l'aria e impedisce di vedere l'orizzonte. Il giornale che si chiama Liberazione ha cercato di vedere il mondo senza dogmatismo. La fine di questo esperimento mi rattrista, ma solo per qualche secondo. Perché so che questo esperimento è destinato a continuare. Già stiamo pensando a come e dove e quando.

 Franco Berardi Bifo  Liberazione, 11/01/2009

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