| Provincia di Milano: la sinistra a pezzettini verso il voto |
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Forse a spingere in questa direzione Sd è stato un sondaggio che, a sopresa, dà Filippo Penati in vantaggio sul candidato del centrodestra Guido Podestà. Fosse vero, qualunque alleato del presidente uscente (e in quel caso rientrante) porterebbe a casa una manciata di consiglieri. Magari, con un bel lavoro di limatura politica, pure un assessore. Ma, si sa, i sondaggi giusti li ha in mano Silvio Berlusconi, e di solito danno lui o i suoi scagnozzi vincenti. Tutto questo sembra però non preoccupare i «sinistri democratici» milanesi, appoggiati nella loro scelta anche dai vendoliani. «Ci sarà una consultazione popolare per verificare che la scelta fatta veda d'accordo la base», si «giustifica» Daniele Farina, coordinatore del Movimento per la sinistra milanese. Aggiungendo anche che «loro preferirebbero esprimere un candidato alternativo». Ma, si sa, la volontà del popolo è sovrana. E così, probabilmente, ci si ritroverà con il movimento di Vendola ad appoggiare il «destro» Penati insieme alla parte destra di Sd. Perché, tra questi ultimi, c'è chi non lo accetta, e pensa di fare una scelta diversa. «Un'alleanza 'corta' porterebbe a un programa di corto respiro - spiega Massimo Gatti, che alla direzione del suo partito ha portato una mozione contraria all'alleanza - mentre adesso serve sì unità, ma a sinistra». Per questo dice che dopo le consultazioni «ragionerà insieme a chi ha votato la sua mozione sul che fare». Lo sbocco naturale, la coalizione di liste proposta da Rifondazione comunista. Che ieri ha inscenato l'ennesimo siparietto con Penati. Convocato dal presidente per «verificare la possibilità di continuare il rapporto di collaborazione», il Prc ha «ravvisato il venir meno del rapporto di fiducia nei confronti della maggioranza». Rimandando alla prossima settimana la decisione se «proseguire o meno la sua partecipazione a questa amministrazione». A questo punto basta aspettare ancora un poco. A giugno saranno gli elettori milanesi a dire che né Penati né il Prc siederanno più in giunta. Alessandro Braga Il manifesto, 3/04/2009
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Compagni, ordine. Sparso. Ad agitare le acque nella sinistra milanese è sempre, solo, ancora lui: Filippo Penati. Che, tra l'altro, di questa sinistra ha più volte fatto sapere di farne anche volentieri a meno. Ma tant'è, sembra proprio che à la gauche del Partito democratico meneghino non si riesca a evitare di litigare se essere con o contro di lui. Adesso, addirittura nello stesso partito. E non di quelli grandi (che a sinistra non ne esistono più), ma in uno minuscolo. Alla faccia di Eraclito e dell'indivisibilità dell'atomo, ora si rischia la scissione anche in Sinistra democratica. La cui direzione ha votato a maggioranza una mozione che impegna il partito a «formare una lista che si collochi nel centrosinistra e che possa dare un contributo forte per battere le destre». Per questo, ha spiegato la coordinatrice provinciale Chiara Cremonesi, «è necessario aprire un confronto con il Pd e il presidente Filippo Penati».