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18 | 05 | 2013


La Lega e la memoria di Peppino Impastato PDF Stampa E-mail
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C’era da immaginarselo, mancava solo la scintilla e la bomba del contrasto tra la nostra realtà e la Lega sarebbe scoppiata. Il Sindaco di Ponteranica con la sua decisione autoritaria e antidemocratica di cancellare dalla Biblioteca del paese il nome di Peppino ha avvicinato il cerino alla miccia. Da tempo non riuscivamo a tollerare l’atteggiamento di questo partito di esaltati che ha finito per condizionare le sorti della nostra democrazia.
Sembra quasi paradossale che un paese come il nostro destinato anche dalla sua posizione geografica all’accoglienza e agli scambi interculturali, alla fusione delle etnie e ad essere la porta d’Europa verso l’Oriente e l’Africa sia finito nelle redini di questi nuovi barbari senza radici e senza cultura.
E’ logico che tali soggetti non conoscano affatto l’importanza della memoria storica e delle battaglie civili condotte in terra italiana e considerino Peppino e la sua lotta come un rifiuto ingombrante da eliminare che ricorda troppo un vecchio passato politico fatto di ideali, di sogni, di sconfitte e piccole rivoluzioni.

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Quell'orrore da osteria PDF Stampa E-mail

La sola cosa che fa ridere anche i napoletani sono le dimissioni-patacca di questo Matteo Salvini che, invece di pigliarsi a schiaffi davanti allo specchio, lascia il Parlamento italiano con l'aria di chi ha fatto la grande rinunzia, di chi subisce - lui - un oltraggio.
In realtà la norma gli vieta il cumulo e lo obbliga a scegliere: o inquina Montecitorio o inquina Strasburgo. È vero che sbevezzando e sputacchiando, cantando e straparlando, sarebbe pronto a deputarsi in almeno cinque parlamenti. Ma il povero Salvini deve scegliere. Ecco perché al termine del suo can can birraiolo contro i napoletani fa la 'mossà napoletana delle dimissioni-farsa, e dunque agli sberleffi aggiunge la pernacchia che è codice delle stalle napoletane, è fonema dei quartieri spagnoli. Insomma, la pernacchia finale delle dimissioni da imbonitore di piazza svela in Salvini l'aspirazione a farsi terrone, a farsi napoletano. Ma Napoli, si sa, è la grande cultura europea più la pernacchia. Salvini invece è solo la pernacchia.

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Pericolosi Disobbedienti PDF Stampa E-mail
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Via libera al Parco Natura a Cesano Boscone PDF Stampa E-mail
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Il “Parco Natura” s’ha da fare e si farà. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha rigettato il ricorso presentato dalla famiglia Casati e dalla società Ibisco sull’esproprio di 81.500 metri quadrati di terreno, parte integrante della nuova area verde che sorgerà in via Vespucci.
I lavori potranno così proseguire, dopo diversi mesi di pausa forzata. In seguito alla presentazione del ricorso, il Tar ha respinto la richiesta dei ricorrenti e non ha dato il via libera alla sospensione cautelare del decreto di esproprio del Comune. I proprietari del terreni si sono quindi rivolti al Consiglio di Stato, che ha dato loro ragione rimandando la decisione di nuovo al Tar.
Il Tribunale regionale ha, infine, emesso la sentenza con la quale ordina di ripristinare la situazione originaria, sostenendo che le motivazioni addotte dell’ente sono corrette, in quanto il bosco rientra a pieno titolo nelle “opere” previste dal Piano regolatore. L'udienza si è svolta in febbraio e la pubblicazione della sentenza sarebbe dovuta arrivare entro quattro giorni. È stata pubblicata nei giorni scorsi.

“C’è solo un forte rammarico – commenta Vincenzo D’Avanzo, sindaco di Cesano Boscone – ed è quello che il Tar abbia impiegato quattro mesi, determinando inevitabili ritardi nei lavori, per emettere una sentenza prevista in quattro giorni. Io faccio il mio dovere e pretendo che anche gli altri facciano il loro”.

Cos’è “Parco Natura”
Si tratta di riqualificare un'area di vaste proporzioni, pari a 20 ettari, che corrisponde a oltre il 5% dell'intero territorio comunale. Protagonisti di questa operazione sono la Regione Lombardia, i Comuni di Cesano Boscone, Corsico e di Buccinasco e l'Ersaf (Ente regionale per i servizi agricoltura e foreste), al quale è affidata la progettazione e la manutenzione nel primo biennio.
La posizione strategica, ai confini con Milano, e le dimensioni dell’area conferiscono una rilevanza regionale al progetto, come dimostra la convenzione stipulata tra i diversi Enti per l’attuazione dell’intervento che comporterà un investimento di oltre 2,5 milioni di euro (il 75% in carico alla Regione e la parte rimanente dei Comuni).

 
Milano, arrivano le ronde nere PDF Stampa E-mail
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Dicono di essere più di 2.000 in tutta Italia, pronti ad indossare una divisa per "collaborare con le autorità contro la delinquenza". Sono le "ronde nere": camicia kaki, basco con aquila imperiale romana, una fascia nera al braccio con impressa la "ruota solare" e pantaloni grigi. Sono i volontari della Guardia nazionale italiana, pronti a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le ronde padane, non appena sarà approvato dal Senato il disegno di legge sulla sicurezza.
Sponsor l'Msi. L'iniziativa è stata presentata oggi a Milano, durante il primo convegno nazionale del Movimento sociale italiano-Destra italiana, che fornisce supporto logistico e finanziario e mette a disposizione le risorse per il progetto.

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Terrorismo, processo nuove Br 14 condanne, risarcito Ichino PDF Stampa E-mail
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Condannate in Assise le nuove Br: 15 anni a Claudio Latino e Davide Bertolato, leader delle cellule milanese e padovana; 13 anni e 10 mesi a Vincenzo Sisi, ritenuto il capo del gruppo torinese. In tutto 14 condanne. Tre le assoluzioni: Andrea Tonello, Michele Magon e Alessandro Toschi.
Pugni chiusi. Alla lettura della sentenza del processo gli imputati e il pubblico presente in aula hanno intonato l'Internazionale e mostrato i pugni chiusi scandendo cori contro la corte: "Contro il fascismo e la repressione, rivoluzione".
Risarcimento a Ichino. Alcuni degli imputati sono stati condannati a risarcire in solido i danni al senatore Pd e giuslavorista Pietro Ichino, nel mirino del gruppo del Partito comunista politico-militare, liquidati dalla Corte d'Assise in via definitiva in 100 mila euro. Un milione va invece alla Presidenza del Consiglio, anch'essa costituita parte civile nel procedinento.

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