Home Lavoro, economia, sindacato
25 | 05 | 2013


Il punto di vista del lavoro PDF Stampa E-mail

Il ministro Tremonti si schiera a difesa del posto fisso, dichiarando che la stabilità del lavoro è un obiettivo fondamentale. È evidente la strumentalità, che nulla toglie al fatto che il problema è posto. In questi anni abbiamo costruito piattaforme e accordi per limitare i danni di normative italiane e europee che vedono nella flessibilità massima il motore della competitività d'impresa e fanno della precarietà l'elemento caratteristico del lavoro moderno. Abbiamo visto il moltiplicarsi nelle fabbriche e negli uffici dei più svariati rapporti di lavoro. Rapporti di lavoro più o meno ufficialmente dipendente, donne e uomini con la stessa mansione e diritti differenti che lavorano fianco a fianco, con l'intenzione di usarli gli uni contro gli altri attraverso il ricatto minaccioso della perdita d'occupazione.

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Precarietà della politica PDF Stampa E-mail
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Solo un cretino può pensare che il massimo desiderio di un operaio che lavora alla linea di montaggio, terzo livello metalmeccanico, salario di merda per un lavoro di merda, ipersfruttato e alienante, un operaio a cui è tolto persino il diritto di esprimersi sul suo contratto, abbia come sogno di restare per tutta la vita inchiodato alla catena. E magari di inchiodarci anche il figlio. E solo un cretino può credere che se quell'operaio si aggrappa alla catena, se si arrampica sul carroponte o sul tetto o sul Colosseo, o occupa l'autostrada Roma-Napoli, è perché senza lo sfruttamento selvaggio non riesce a sognare, ad amare, persino a far figli. Il fatto è che nella cultura liberista applicata al nostro paese l'unica mobilità conosciuta - l'unica flessibilità concessa - è quella in uscita: fuori dal lavoro quando non servi più e si può fare profitto senza di te.

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Il posto di lavoro fra Tremonti e Ichino PDF Stampa E-mail
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Di fronte alla provocazione di Tremonti sul «posto fisso» abbiamo potuto osservare due tipi di reazioni dal centrosinistra. Una risposta è stata la più naturale e ovvia. Se Tremonti non fa solo demagogia e crede in quello che afferma, cominci a tradurre le parole in fatti. In fondo si tratta del più autorevole ministro del governo Berlusconi. Non pretendiamo una soluzione immediata e risolutrice. Ma intanto cominci dall'enorme esercito di precari cresciuti a dismisura nelle pubbliche amministrazioni. Una reazione in qualche modo scettica, ma che rilancia la sfida su un terreno concreto.
Poi si è potuta vedere un altro tipo di risposta. Non pragmatica, piuttosto piccata e di rinvio al mittente. Una risposta che vuole essere strategica, basata su un'analisi colta dei processi del lavoro nell'era della globalizzazione. Poche frasi ma significative.

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Il posto fisso di Tremonti PDF Stampa E-mail
Su Il Foglio è stata ripubblicata in prima pagina una lettera apparsa sul il manifesto martedì scorso. Il nostro lettore (a proposito delle previsioni economiche, dei guru e dei teorici che spesso ci ripensano) scriveva che sicuramente «giustificheranno domani la stabilità del lavoro così come oggi la flessibilità». A sette giorni di distanza Giulio Tremonti, superministro dell’economia, sembra aver fatto sue quelle osservazioni e ci ha ripensato. Ieri nel corso di un convegno a Milano ha sostenuto: «La mobilità non è un valore, il posto fisso è la base per progetti di vita». Poi ha incalzato: «Penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso sia la base su cui si organizza il progetto di vita e la famiglia».
Per Luigi Angeletti, megasegretario della Uil dimentico di aver aver siglato tutti i protocolli che favorivano la flessibilità, «Tremonti parla come un iscritto alla Uil».
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Squarci nel buio oltre la siepe del mercato PDF Stampa E-mail
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Nata nel 1933 a Los Angeles, l’americana Elinor Ostrom dell’Università dell’Indiana è la prima donna ad aver conquistato il premio Nobel per l’Economia [1]. Il riconoscimento le viene assegnato in coabitazione con il connazionale Oliver Williamson, nato a Superior nel 1933 e docente presso l’Università di Berkeley. In apparenza siamo al cospetto di due studiosi molto lontani tra loro. Williamson è un teorico dell’impresa particolarmente innovativo, che tuttavia è rimasto sempre con i piedi ben piantati nel filone tradizionale neoclassico fondato sulla ipotesi di agenti economici egoisti e razionali. Ostrom ha seguito invece un itinerario di ricerca atipico, scandito da pubblicazioni sulla prestigiosa Science e su riviste politologiche più spesso che economiche, e costellato da ricerche empiriche tese a evidenziare quei tipici aspetti “comunitari” del comportamento umano che smaccatamente travalicano gli angusti confini ortodossi dell’homo oeconomicus.

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Metalmeccanici, un finale sciagurato PDF Stampa E-mail
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Il contratto separato firmato oggi dai sindacati metalmeccanici della Cisl e della Uil è il capitolo finale nella cronaca di tre morti annunciate: la morte dell'istituto stesso del contratto nazionale di lavoro, la morte dei diritti di un milione e mezzo di lavoratori interessati, la morte della democrazia sindacale.
La Fiom, che rappresenta la maggioranza delle tute blu, proponendo di rinviare il confronto su un rinnovo insensato (tranne che per la parte salariale) e invece trovare un accordo sul blocco dei licenziamenti e sull'estensione a tutti degli ammortizzatori sociali, ha tentato fino all'ultimo di evitare questo esito sciagurato, foriero di ulteriori e definitive rotture sindacali e di crescenti conflitti nei luoghi di lavoro. Conflitti che saranno innanzitutto contro l'antagonista – il padrone – ma inevitabilmente anche contro chi al padrone regge bordone firmando un contratto-bidone.
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Rinaldini: "Vogliono cancellare la Cgil" PDF Stampa E-mail
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“Vogliono ridurre il sindacato a una controparte sterile che prenda atto delle decisioni dell'impresa. Sono arrivati a questo punto attraverso un accordo separato che riguarda il sistema delle regole della contrattazione. E’ una cosa gravissima, una decisione che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica”. Gianni Rinaldini, segretario dei metalmeccanici della Cgil è duro.Anzi, durissimo. Sa bene, Rinaldini, qual è la partita in corso, sa bene che in questi mesi si sta giocando il futuro del sindacato e la sua capacità di incidere sulle scelte che riguardano milioni di lavoratori. Per questo oggi la Fiom ha proclamato lo sciopero generale; e per questo scenderà in piazza nelle maggiori città italiane: Roma, Firenze, Milano, Palermo e Napoli. Un modo, forse l’unico, per rompere il muro di silenzio sulla condizione dei lavoratori soprattutto in questa situazione di gravissima crisi economica. Insomma, la vera censura di cui nessuno parla, dice Rinaldini, è quella che riguarda le condizioni dei lavoratori italiani.

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La privatizzazione dei servizi pubblici locali PDF Stampa E-mail
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Il 9 settembre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato l’ennesima riforma dei servizi pubblici locali. L’intervento precedente risaliva a poco più di un anno fa quando, all’inizio di agosto del 2008, all’ultimo minuto, era stato inserito nella manovra anticrisi del ministro Tremonti l’art. 23 bis con il quale si intendeva riprendere il percorso di privatizzazione.Il nuovo intervento viene ora a modificare alcuni commi dell’art. 23 bis della legge 133 del 2008 che si sono rivelati di incerta applicazione al punto che, nonostante la forte volontà politica espressa dal Governo, il ministro per gli Affari regionali non era riuscito ad emanare il regolamento attuativo nel termine di centottanta giorni fissato dalla norma.

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Il profit sharing all'italiana: aiuti alle imprese, tagli ai salari PDF Stampa E-mail
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Il Ministro Brunetta ha recentemente definito il progetto di partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa (o profit sharing) – proposto dal Ministro Tremonti - una “utopia possibile”. La definizione appare alquanto esagerata dal momento che esperienze di questo tipo sono già state realizzate, alcune sono già in atto, ed è difficile vedervi qualcosa di utopico. La proposta del Governo consiste nella detassazione del 10% a beneficio di quelle imprese che incentivino la partecipazione dei lavoratori agli obiettivi dell’impresa. Il salario verrebbe scisso in due componenti: una parte fissa e una variabile, quest’ultima in funzione dei profitti aziendali, così che il salario può aumentare – ferma restando la sua quota fissa – solo se i profitti aumentano. La ratio che ne è a fondamento consiste in questo: poiché si ritiene che, in regime di compartecipazione, il lavoratore sia maggiormente interessato alla performance dell’impresa, vi è da attendersi che sia più produttivo. Sul piano giuridico, la fonte di riferimento è la nuova versione dell’articolo 2349 del Codice civile, che dispone che si possa convertire parte degli utili in azioni, da assegnare ai dipendenti sulla base della loro adesione ai programmi aziendali di compartecipazione.

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IL BADANTE DEGLI EVASORI PDF Stampa E-mail

Ieri sera alle 24 si sono chiuse le domande per la regolarizzazione delle lavoratrici domestiche irregolari. Per motivi di orario non sono in grado di sapere esattamente quante badanti e colf (uso il femminile, perché si tratta soprattutto di donne) avranno finalmente diritto di cittadinanza. Dalle prime cifre, si tratterebbe di circa 300 mila lavoratrici. Dovevano essere molte di più, ma qualcosa non ha funzionato. Soprattutto sia per l'ottusità della legge (a cominciare dai 500 euro richiesti per la sanatoria o per la non cumulabilità dell'orario svolto presso più famiglie) sia per l'egoismo di molti datori di lavoro.
Nelle stesse ore si sta concludendo alla camera l'iter dello scudo fiscale, l'ennesimo condono (il terzo varato dal ministro Tremonti) per gli evasori. Più che condono, però, mi appare una vera amnistia per varare la quale sarebbe stata necessaria una maggioranza qualificata del parlamento. Invece il provvedimento è andato avanti a colpi di fiducia che non hanno messo in crisi la maggioranza.

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