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22 | 05 | 2013
Interismo e leninismo PDF Stampa E-mail
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«Il prezzo della metafora è l'eterna sorveglianza», scriveva Norbert Wiener. Qui abbiamo a che fare con un virtuoso della metafora: un giocoliere, un vero mago. Per usare una diversa figura retorica, la similitudine, dirò che Luigi Cavallaro - autore del libro Interismo leninismo (manifesto libri, 2010, pp. 128, 15 euro) controlla le metafore come Omar Sivori controllava la palla: ne fa quello che vuole. Per questo bisogna leggere Interismo Leninismo con attenzione, il gioco è così raffinato che potrebbe sfuggire. L'incipit, per esempio, potrebbe portare fuori strada: «Comunismo è una parola indicibile» (è un'affermazione strappata a Fausto Bertinotti da Bruno Vespa). Parleremo allora di calcio per poter parlare di comunismo? Useremo cioè il calcio come metafora del comunismo? Niente affatto. Parleremo di calcio. Il calcio - e non il comunismo - è l'effettivo oggetto di questo libro. Ma questo oggetto - qui sta il punto - viene analizzato mediante uno strumento concettuale che finora è stato riservato ad altri oggetti, ai modi di produzione: la concezione materialistica della storia. La vera metafora, dunque, è quella condensata nel titolo; dispiegata, è una metafora per analogia che suona Inter: calcio = Lenin: capitalismo.

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La strage delle donne PDF Stampa E-mail
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Provate a immaginare quanto spazio occupano 150 corpi stesi a terra. Se ci fosse l’obbiettivo di un tg sarebbe una carrellata a perdita d’occhio sulle bare allineate. Ma non c’è, non ci sarà mai lo shock di un telegiornale a documentare la strage delle donne in Italia: perché le morti, se non avvengono tutte insieme, «non fanno notizia», televisivamente parlando.
E invece questa strage viene perpetrata goccia a goccia: una donna morta ammazzata ogni due giorni.
Nel 2006 le donne uccise da mano maschile erano state 112, nel 2007 sono salite a 149, per il 2008 l’elaborazione dei dati non è ancora ultimata ma siamo in grado di darvi l’anticipazione di quanto è avvenuto fino al mese di settembre: gli omicidi sono stati già 110, quasi quanti due anni fa in un intero anno.
Il dato finale, probabilmente, non sarà diverso da quello del 2007. A questo vanno aggiunti i tentati «femminicidi». Tra gennaio e settembre sono stati 212.

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Obama un mito, oppure niente altro che un'operazione simbolica? PDF Stampa E-mail
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Il dibattito sulle elezioni che lo scorso anno hanno clamorosamente portato alla presidenza degli Stati Uniti un discendente degli africani deportati oltreoceano è il tema del libro Passaggio Obama , del quale pubblichiamo qui a fianco l'introduzione di Mario Tronti, che tenta di gettare acqua sul fuoco dell'entusiasmo di tanta parte della sinistra italiana ed europea. Alessandro Portelli, scrittore e docente di letteratura angloamericana, non si vuole unire al coro dei fans ad oltranza ma non condivide del tutto le considerazioni dell'autore di Operai e capitale.

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I tormenti di Tremonti nell'anno terribile PDF Stampa E-mail
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Lo dico senza ironia: mi sto sempre più affezionando a Tremonti perché lo vedo profondamente tormentato. Per molto tempo non ho preso sul serio quella sua melanconia, pensavo che facesse parte d'una recita lucidamente messa in scena per ingraziarsi il pubblico e le gazzette e - magari - rafforzare la sua futura candidatura politica a succedere al suo "boss" quando il momento verrà. Ma ora credo d'aver capito le cause di questo suo sentimento.
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Allora, compagni PDF Stampa E-mail
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Allora, compagni. Come tutti avete potuto vedere, il mondo, a far data dal 4 novembre, è cambiato. Il cielo è sempre più blu, la terra sorride aperta finalmente all'audacia della speranza, le nostre notti non sono più cupe, rivisitati come siamo dal sogno americano. Il messia è tornato, come aveva promesso, cammina non sulle acque, ma sull'etere, narrazione di parabola in parabolica, questa volta per messaggini. Vi ricordate l'11 settembre? Nulla sarà come prima. Tutto è stato come prima. Questo è un 11 settembre rovesciato. Di nuovo, «siamo tutti americani». E non cambierà niente. Niente di quello che ci interessa cambiare.
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Lo spettro dell'isolamento PDF Stampa E-mail
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Tonnellate di cachi, avocado e agrumi che marciscono nei magazzini. I distributori che cancellano gli ordini. Per i produttori agricoli non ci sono dubbi: si tratta di una crisi che è la conseguenza diretta della campagna di boicottaggio delle merci israeliane decollata all'indomani dell'attacco alla Striscia di Gaza. «Esportiamo cachi e, a causa della guerra, una quantità di paesi e distributori stanno cancellando gli ordini» ha dichiarato al quotidiano Yedioth Ahronoth Giora Almagor, un produttore del sud dello Stato ebraico.

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'Dio non esiste', rifiutata la pubblicità Niente slogan ateo sugli autobus PDF Stampa E-mail
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Gli autobus dell'Amt non porteranno in giro per Genova lo slogan "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno". La concessionaria IGPDecaux degli spazi pubblicitari sui bus dell'Amt, ha infatti deciso di non concederli all'Unione degli atei, razionalisti ed agnostici (Uaar)
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Una ricostruzione al pc della campagna pubblicataria
Una ricostruzione al pc della campagna pubblicataria
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Eluana, la clinica di Udine: «Non possiamo ospitarla» PDF Stampa E-mail
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Il ricatto di Sacconi si è compiuto. A sollevarsi, ora, non è più solo un problema etico, ma di «democrazia» e di «Stato di diritto». La Casa di cura "Città di Udine", che aveva già denunciato un mese fa le «intimidazioni» ricevute dal ministro, si è vista «costretta» - recita così uno scarno comunicato - «a ritirare la disponibilità ad ospitare la signora Eluana Englaro e l'equipe di volontari esterni per l'attuazione del decreto emesso dalla Corte d'Appello di Milano il 9 luglio 2008 e ratificato dalla Corte di Cassazione a sezioni riunite lo scorso novembre». La causa? «Il "groviglio" di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni» a seguito dell'atto di indirizzo emanato dal dicastero del Welfare che ha reso «illegale» per qualsiasi struttura pubblica e privata sul territorio nazionale l'adempimento della volontà della famiglia Englaro. Vale a dire: il distacco del sondino che alimenta e idrata Eluana in coma vegetativo permanente da quasi 17 anni.

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Il patetico Tremonti PDF Stampa E-mail
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C'è un solo aggettivo per definire il Tremonti attuale: patetico. Sentirlo parlare è imbarazzante e penoso. Da un ministro dell'economia ci si attende concretezza, analisi puntuali della situazione economica e dei provvedimenti per contrastare la recessione. Ma nelle parole di Tremonti tutto questo è assente: il ministro affronta una situazione che appare sempre più drammatica da consumato politico. Cioè con battutine che non fanno più ridere neppure gli affezionati del Bagaglino. La Banca d'Italia ieri ha mandato a dire che nel 2008 il Pil è diminuito dello 0,5% e il settore industriale sta crollando. Di più: ha previsto che quest'anno il prodotto lordo diminuirà di un altro 2%, mentre la ripresa dovrebbe arrivare piccola piccola (0,5%) solo nel 2010. Cifre attendibili, ha commentato Tremonti, ma si tratta «solo di previsioni». E la cosa non tranquillizza affatto, visto che da più di un anno a livello globale oltre che italiano di previsione non ne è stata azzeccata una e gli organismi internazionali hanno dovuto rincorrersi nel correggere al ribasso le cifre. Peggio di tutti ha fatto Tremonti, che dal 2002, di previsione non ne azzeccò nessuna, perché si sa, bisogna seminare «ottimismo».

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Eluana, Sacconi indagato a Roma in seguito a denuncia Radicali PDF Stampa E-mail
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ROMA (Reuters) - La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nell'ambito della vicenda di Eluana Englaro, la donna, in stato vegetativo da oltre 16 anni, al centro di una battaglia legale condotta dal padre, Beppino, per ottenere che sia lasciata morire.

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Lucy e le armi armi di distrazione di massa PDF Stampa E-mail
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E’ un indiscutibile merito di Lucia Annunziata se oggi il presidente della camera, molti politici e giornalisti, le prime pagine dei giornali e i soliti noti e notissimi invece di parlare dell’aggressione israeliana alla striscia di Gaza, dei morti civili, dei bambini uccisi, degli ospedali bombardati, delle armi vietate, delle convenzioni internazionali usate come carta da cesso e di oltre mille morti, parlano di Michele Santoro. Brava Lucia! Mission accomplished. Un’altra eccellente arma di distrazione di massa sganciata con rara perizia. Bene. Tutto spazio tolto alla vergogna di una guerra ferocissima: così impara, Michele, a far sentire la voce dei palestinesi, fino ad oggi esclusa da tutti i grandi media italiani. Ma nel fervore del dibattito, la sora Lucy, che si picca di dare a destra e a manca lezioni di giornalismo, irritata perché della guerra parlavano anche "delle ragazzine" (scandalo!), si è fatta scappare una frase illuminante: "Noi giornalisti dobbiamo orientare il pensiero degli italiani su questa cosa". Opperbacco! Orientare? E noi ingenui che pensavamo che i giornalisti dovessero informare e raccontare! Cretini che siamo! Invece no! Orientare! Capito? Certo Lucy ha orientato eccome: guardate come si è orientato il signor Fini! Evidentemente far sentire le ragioni degli aggrediti invece che la solita solfa degli aggressori è un peccato grave. Brava Lucy! Orientaci ancora!

Nella foto, la sora Lucy mentre orienta l’opinione pubblica

Alessandro Robecchi

 
Annozero diventa un caso politico e diplomatico PDF Stampa E-mail
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La puntata dedicata al conflitto israelo-palestinese culminata con l'abbandono della trasmissione da parte di Lucia Annunziata infiamma la giornata politica. Il presidente della Camera Fini parla di "decenza superata" e chiama il presidente della Rai Petruccioli, che risponde sottolineando che la puntata merita "critiche severe". Ma anche l'ambasciatore di Israele in Italia, Gideon Meir, protesta con il numero uno di Viale Mazzini. Si scontrano le "tifoserie", mentre sullo sfondo emerge anche la questione della commissione di Vigilanza Rai, bloccata per le polemiche legate alla presidenza di Riccardo Villari

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INNSE: tutti al presidio contro gli assalti del padrone PDF Stampa E-mail
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Altra giornata campale per i lavoratori della Innse Presse di Milano. Quarantanove operai contrastano la chiusura della loro fabbrica con un presidio permanente. Ieri hanno dovuto difenderla dal padrone che ancora una volta ha mandato i camion per prelevare i macchinari.

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Certi giochetti riescono solo in televisione PDF Stampa E-mail
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L'unica cosa certa è che è partita. Ma una compagnia aerea, per stare in aria, ha bisogno di molte cose: una management competente, dipendenti orgogliosi di esserci, uno stato e una classe politica affidabili. Alla «nuova Alitalia» difettano tutte e tre le condizioni.
Tra gli addetti ai lavori, la previsione comune - in Italia e soprattutto all'estero - vede Colaninno e soci prendere al volo la prima occasione per cambiare lo statuto di Cai e anticipare la cessione dell'intero pacchetto ai francesi. Ne siamo convinti anche noi. Così come siamo convinti che in aprile, quando Spinetta lasciò il tavolo alla prima obiezione dei sindacati, lo fece perché giudicava quelle condizioni di vendita - 2,4 miliardi di euro, debiti compresi - più onerose di quelle che avrebbe potuto strappare qualche mese dopo, a crisi aziendale ben macerata.

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Libertà e socialismo reale PDF Stampa E-mail
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E' paradossale. Proprio quando le ultime vestigia del comunismo sembrano essersi cancellate dalla storia del mondo, proprio quando le forme organizzative prodotte dal movimento comunista novecentesco sembrano essersi dissolte, il capitalismo entra nella sua crisi (forse) finale.

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Tassa sugli stranieri: la Cei contro la Lega PDF Stampa E-mail
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È scontro tra i vescovi italiani e il ministro dell'interno Roberto Maroni sul trattamento da riservare agli immigrati, e in particolare alla proposta leghista di istituire un 'contributò sui permessi di soggiorno.
Per la Conferenza episcopale italiana (Cei), si tratta di un «inaccettabile balzello che rivela una »aberrante« criminalizzazione del fenomeno migratorio. Immediata la replica di Maroni che si dice «francamente meravigliato». Ma le polemiche, aggiunge seccamente, «non ci toccano minimamente perché stiamo facendo quanto hanno fatto da tempo i Paesi europei». E Umberto Bossi gli dà man forte ricordando che la tassa sull'immigrazione esiste già in tutta Europa.
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Questo esperimento continuerà PDF Stampa E-mail
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Non sarebbe corretto da parte mia esprimere giudizi sull'operato della maggioranza di Rifondazione comunista, dal momento che non sono iscritto a quel partito, e non ho diritto a rivendicare nulla dal momento che del giornale Liberazione sono un collaboratore, e nelle stanze di via del Policlinico sono sempre entrato come ospite. Però una cosa forse posso dirla. Grazie all'apertura dimostrata dal giornale durante la direzione di Piero Sansonetti in quelle stanze mi sono sentito ospite gradito e forse anche utile.

 

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La rivoluzione non è affare di partito PDF Stampa E-mail
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Ve la vedete la faccia di Marx di fronte alla frase con cui il Segretario generale dell'Unione degli scrittori della Ddr commentò i moti operai del 53 a Berlino-Est: «La classe operaia di Berlino ha tradito la fiducia che il Partito gli aveva riposto: ora dovrà lavorare duro per riguadagnarsela!» (e che Brecht aveva parafrasato col celebre «Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d'accordo, bisogna nominare un nuovo popolo»)?
Ve la vedete la faccia di Marx di fronte all' "economia socialista di mercato", agli attuali livelli salariali della Cina popolare (per non parlare degli Ogm, della pena di morte e così via)?

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Naomi Klein: perchè io boicotto PDF Stampa E-mail
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“La strategia più efficace per fermare un’occupazione sempre più sanguinosa è far sì che Israele diventi il bersaglio della stessa specie di movimento globale che fermò l’apartheid in Sudafrica”. Lo scrive Naomi Klein su The Nation (http://www.thenation.com/doc/20090126/klein?rel=hp_currently) ricordando come alcuni gruppi palestinesi da anni chiedono di condurre iniziative di boicottaggio e di disinvestimento contro Israele, simili a quelle che furono applicate al Sudafrica negli anni dell’apartheid. (http://www.bdsmovement.net/).

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Rifondazione si divide, cronaca di un'addio PDF Stampa E-mail
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Più che un sipario un sudario. La parola fine su Rifondazione comunista così com'è stata fino a oggi viene pronunciata nella sala intitolata a Lucio Libertini, una catacomba gelida e stretta sotto la sede di via del Policlinico, a Roma.
Perché la sostituzione di Piero Sansonetti alla guida di "Liberazione" viene interpretata dalla minoranza «vendoliana» sconfitta di misura al congresso di luglio (47,3 per cento) come «uno strappo incolmabile», sintetizza dal palco per tutti gli «scissionisti» una commmossa Graziella Mascia.
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