Home Migranti
05 | 09 | 2010


La diaspora rom si aggira per l'Europa PDF Stampa E-mail
Dove andranno i rom cacciati dalla Francia? Neppure i falchi francesi credono all'ipotesi che vadano in Romania e Bulgaria e ci restino. E allora? Molto probabilmente alcuni di loro, se ci riusciranno, prenderanno i soldi del governo francese, spariranno per un po', faranno i nomadi e torneranno a casa loro. In Francia. L'esodo propagandato da Parigi è però sufficiente a scatenare le fobie dei paesi vicini. Italia e Spagna per prime. Da noi a temere di più l'invasione zingare sono i torinesi. Nei giorni scorsi l'allarme è stato lanciato dall'assessore alla polizia municipale del comune di Torino, Domenico Mangone, che con una lettera ha chiesto aiuto a prefettura, provincia e regione.
Leggi tutto...
 
Respinti dall'Italia rischiano la morte PDF Stampa E-mail

«Fate intervenire la comunità internazionale. Temiamo per la nostra vita». La richiesta d’aiuto arriva dal centro di detenzione libico di Braq, dai 245 richiedenti asilo eritrei trasferiti manu militari da Misratah il 30 giugno. Un grido di disperazione per una situazione che, nelle parole degli stessi immigrati, «si fa di ora in ora più critica». Secondo le testimonianze raccolte per telefono direttamente dal centro, tra i 245 «reclusi» ci sarebbero una ventina di feriti, anche con lesioni gravi. Nessun medico li ha visitati e alcuni starebbero cominciando a mostrare segni di infezioni.

Leggi tutto...
 
Quando i migranti sono padani PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 1
ScarsoOttimo 

Quello dei frontalieri che sarebbero troppi è un dibattito ricorrente in Ticino da oltre quarant'anni. Negli anni '60 il boom economico in Svizzera, le nuove ambizioni professionali dei ticinesi sempre più attratti dal terziario e l'afflusso di manodopera dal meridione alle province del Nord Italia determinarono un primo flusso di lavoratori dalle regioni di confine. Da allora il numero dei frontalieri in Ticino ha oscillato fra i 30 e i 50 mila. Oggi sono circa 45 mila, su un totale di 175 mila impiegati in Ticino: un lavoratore ticinese su quattro vive in Lombardia o Piemonte e ogni giorno attraversa il confine per la pagnotta. Il contributo dato dai frontalieri al benessere economico dei ticinesi dovrebbe essere chiaro.

Leggi tutto...
 
Il razzismo è federale PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 1
ScarsoOttimo 

In nome della «sicurezza urbana», i nuovi poteri estesi dei sindaci creano una categoria di «non persone» Un'intolleranza decentrata, una discriminazione periferica, una sorta di «razzismo federale», devoluto e disseminato, ecco ciò che emerge con forza da qualche tempo. La mappa dell'aggressività selettiva e sperequatrice, è agevolmente ricostruibile esaminando ordinanze e delibere che, a partire da decisioni di Giunte e di consigli comunali, intervengono potentemente sulle relazioni sociali e sui comportamenti individuali. Precedenza agli italiani nelle graduatorie per le case popolari, per i posti negli asili, per i sussidi economici e le integrazioni di reddito, divieto di iscrizione all'anagrafe degli stranieri con precedenti penali e con un reddito inferiore all'importo dell'assegno sociale, limiti al riconoscimento dell'abitabilità degli edifici, mancata erogazione del bonus bebè alle famiglie immigrate, «norme anti-kebab», divieto di tenere riunioni pubbliche in lingue diverse da quella italiana, preavviso di almeno trenta giorni all'autorità locale di pubblica sicurezza per «chi promuove o dirige funzioni, cerimonie o pratiche religiose aperte al pubblico, fuori dai luoghi destinati al culto». E altro (molto altro) ancora.

Leggi tutto...
 
Immigrati in sciopero PDF Stampa E-mail
Assemblee, riunioni, fermento. Un po' in tutta Italia senza lasciare indietro - sulla falsariga della rete che ha lanciato l'iniziativa - anche i piccoli «nodi»: Comuni in cui la presenza di immigrati è molto alta, di cui non si parla mai, e che invece il 1 marzo saranno in prima linea per lo «sciopero degli immigrati». L'iniziativa nata in Francia e rilanciata in Italia da un gruppo di persone italiane e di origine straniera attraverso il potentissimo Facebook sta camminando con i propri piedi.
Leggi tutto...
 
Maroni-Sacconi, trenta punti di vergogna PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 

I due ministri più popolari a destra, l'ex socialista Sacconi e l'ex demoproletario Maroni, si preparano a presentare un decreto veramente innovativo, e cioè il "permesso di soggiorno a punti". In sostanza, gli immigrati avranno due anni di tempo per ottenere trenta punti, come il massimo di voti all'università, e un anno supplementare se non ce la facessero. Se alla fine del terzo anno non avranno i trenta punti, via, espulsi, probabilmente in Libia, dal grande amico di Berlusconi, Gheddafi, che governa un paese notoriamente rispettoso dei diritti umani.

Leggi tutto...
 
LE COLPE ROVESCIATE PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 3
ScarsoOttimo 

Mi capita di ascoltare le dichiarazioni del presidente del consiglio «meno immigrati meno criminalità» mentre sono in viaggio per un convegno dal titolo «Quando toccava a noi: a proposito dei fatti di Rosarno». Occasione: la presentazione di un libro, «Morte agli italiani!», sul massacro di Aigues-Mortes. Nel corso del dibattito mi risultano sempre più chiare ed evidenti le analogie tra quello che è successo a Rosarno e quello che è successo a Aigues-Mortes, in Provenza, un centinaio di anni addietro quando dieci italiani (settanta o ottanta nella vulgata storica) vennero uccisi in un pogrom.
Ci sono anche differenze. Ad Aigues-Mortes c'è stato un vero e proprio massacro che per fortuna a Rosarno non è accaduto.

Leggi tutto...
 
L'amore dei bianchi PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 3
ScarsoOttimo 

«È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti»: così si apriva il preambolo delle leggi razziste proclamate dal governo italiano fascista nel 1938. Da allora abbiamo fatto notevoli progressi: non ci proclamiamo più francamente razzisti, anzi discettiamo su prestigiosi organi di stampa se sia proprio educato chiamare «negri» i deportati di Rosarno. Siamo gente civile, ci mancherebbe altro - razzisti, ma ipocriti. E se è vero che l'ipocrisia è un omaggio del vizio alla virtù, razzisti che si vergognano e, come tutti i pervertiti, lo fanno di nascosto. Finché non viene scandalosamente alla luce.
Dopo averlo negato per anni, adesso tutti deplorano il razzismo negli stadi, tutti sono d'accordo a sospendere le partite se partono cori razzisti, ma poi non succede mai e si punisce il giocatore nero che rimanda l'offesa al mittente.

Leggi tutto...
 
Le lotte per la terra e i caporali di oggi PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 

Nel maggio 2009, la Direzione investigativa antimafia avviava un'inchiesta sul lavoro agricolo nella Piana di Gioia Tauro, culminata con gli arresti di tre imprenditori del luogo e due "mediatori" bulgari. Le accuse erano estorsione e riduzione in schiavitù. L'indagine, partita grazie alla denuncia di una cittadina bulgara, era un utile spaccato delle condizioni di lavoro nella Piana. «I proprietari volevano sfruttare il lavoro sotto costo di cittadini privi di permesso di soggiorno, destinandoli al lavoro agricolo con ogni clima per nove - dieci ore al giorno», scrivono i magistrati. 
«Venivano picchiati in caso di rallentamento nel ritmo di raccolta degli agrumi e obbligati ad accettare un salario giornaliero molto inferiore rispetto alla normale retribuzione giornaliera». Chi protestava era ricattato («ti denunciamo alle autorità come clandestino»), oppure picchiato. Ad un lavoratore marocchino venivano negati i 500 euro della sua paga, quasi un mese di lavoro. Ad un altro, invece che i soldi per 44 giorni nei campi venivano dati pugni e calci.

Leggi tutto...
 
CON LORO PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 

Ma come fa Maroni a dire quello che dice? Ci crede oppure fa finta e poi, quando è lontano dai microfoni, si mette a dare di gomito e a ridere? Se per una volta perfino un Bersani, quella pasta d'uomo che guarda al centro, gliene ha cantate quattro, vuol proprio dire che il buon Roberto, l'avvocato e tastierista della Lega che si occupa della nostra sicurezza, le ha proprio sparate grosse.
Dire che quello che sta succedendo a Rosarno è colpa della tolleranza è una barzelletta, anzi una spudorata violazione del buon senso. Tolleranza? Da un anno e mezzo, il governo, di cui Maroni è uno dei ministri chiave, smantella i campi nomadi, scheda Rom e Sinti, blocca i migranti in alto mare e li rimanda in Libia, affidati alle cure di quel simpatico difensore dei diritti umani di Gheddafi, il grande amico di Berlusconi. E che dire del pacchetto sicurezza e di quei sindaci della Lega che invitano i cittadini a denunciare i clandestini?

Leggi tutto...
 
« InizioPrec.12345Succ.Fine »

Pagina 1 di 5