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«Assassini, assassini» La rivolta studentesca contagia tutta la Grecia |
Scontri da Atene a Salonicco, dopo l'uccisone di Alexandros. Domani sciopero generale
Ad Atene, nel pomeriggio di domenica, i manifestanti si sono rifugiati all'interno del Politecnico e della facoltà di Legge e qui sono cominciati lunghi dibattiti sulla situazione politica della Grecia e sulla riforma dell'istruzione che prevede ingenti privatizzazioni a danno della scuola pubblica. Numerose facoltà in tutto il Paese sono occupate.
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“Nessuna carovana ha mai raggiunto il suo miraggio, ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane” (proverbio africano) |
Visi pressati contro i vetri dell’aeroporto. Questa è la prima immagine del Nicaragua che ho stampata in testa. Al momento non ne avevo capito il motivo, pensavo addirittura, da buon europeo che non è mai uscito dal continente, che speravano di racimolare qualche soldo. Solo al mio ritorno, a città del Guatemala, ho capito tutto: all’ingresso dell’aeroporto viene chiesto passaporto e biglietto aereo, per non fare entrare chi non può, e forse non potrà mai, partire verso altre mete.
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La Striscia di Gaza una bomba a orologeria e i raid israeliani rafforzano solo Hamas |
Un'unità scelta della polizia israeliana, specializzata in operazioni antisommossa, ha fatto sgomberare ieri da diverse decine di giovani coloni che lo occupavano, uno stabile di Hebron di quattro piani, al centro di una disputa con i palestinesi sulla proprietà. Dopo lo sgombero, gruppi di coloni hanno dato vita a violente proteste. Il timore, di cui la stampa locale si è fatta portavoce, è che le frange più militanti dell'estremismo nazionalista e religioso ebraico possano ora reagire scatenando un'intifada ebraica in Cisgiordania, colpendo la popolazione palestinese e innescando così una reazione a catena. Hebron (160 mila abitanti) è uno dei maggiori focolai di passioni religiose e nazionalistiche sia ebraiche sia palestinesi.
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Francia: Carcere a 12 anni e fermo di polizia per i bambini |
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Carcere a partire dai 12 anni, maggioranza penale (cioè trattati come degli adulti di fronte a un tribunale ordinario) abbassata da 18 a 16 anni per i recidivisti e persino fermo di polizia di 6 ore, rinnovabili una volta, per i bambini di meno di 12 anni: sono queste le proposte di riforma che la commissione di esperti, presieduta da un professore universitario, presenterà domani alla ministra della giustizia Rachida Dati. E come se non bastasse, ieri, Frédéric Lefebvre, portavoce dell'Ump (il partito di Sarkozy), ha affermato ieri, che per evitare di dover mettere in prigione fin dai 12 anni, la soluzione è fare lavoro preventivo: «Dicono che bisogna farlo dall'età di 3 anni perché sia più efficace - ha affermato - nel '45, un minorenne su 166 era implicato in un caso penale, oggi e uno su 30. Bisogna reagire, quando si nota un comportamento violento all'asilo nido, per mettere in atto la prevenzione».
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I ragazzi afghani non vogliono la guerra |
Un reportage sulla condizione della donna in Afghanistan ha aperto venerdì a Siena la cerimonia di consegna del premio "Information Safety and Freedom", andato a due giornalisti afgani: Sayed Parwez Kabakhsk e Nasim Fekrat. Il primo, 24 anni, redattore di Jahan e Now (Il nuovo mondo) studente di giornalismo, non era presente a Siena. Il suo premio è stato ritirato dal fratello. Sayed è in carcere dove è stato anche torturato: è stato condannato alla pena di morte. Il 21 ottobre 2008 la sentenza è stata annullata e commutata in 20 anni di reclusione. Era stato arrestato il 27 ottobre 2007 dai servizi di sicurezza interni nella sua città natale, Mazar-e-Sharif, con l'accusa di blasfemia. Aveva mandato via e-mail ai compagni di studio un articolo di un intellettuale iraniano dove si sosteneva che le donne dovrebbero avere gli stessi diritti degli uomini, anche in materia di matrimonio. Era invece presente Nasim Fekrat, reporter e fotografo di Kabul, fondatore dell'associazione dei blogger afgani. Nasim Fekrat, è un giovane freelance, che vive e lavora a Kabul. Per qualche tempo è stato costretto ad abbandonare l'Afghanistan per le minacce ricevute. Nel 2005 ha avuto il premio di Reporters sans frontières per un suo articolo sulla libertà di espressione sui blog. In Afghanistan, dove anche l'elettricità è un lusso, sta organizzando un blogging workshop per giovani giornalisti e per tutti coloro che vogliano apprendere come scrivere e diffondere le proprie idee sul web. «Purtroppo - racconta Nasim - al momento non abbiamo risorse economiche per gestire i workshop e acquistare il materiale necessario, ma siamo intenzionati a ottenerle».
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L'attacco al cuore finanziario di una delle due grandi potenze economiche emergenti del XXI secolo. In questo, ma solo in questo senso, la battaglia di Mumbai richiama l'11 settembre 2001, quando a essere colpito fu il World Trade Center che era per il capitalismo mondiale quel che San Pietro è per il cattolicesimo.
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