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"Basta giornalismo, solo intrattenimento" |
«Devo fare una premessa politica, e poi citare un aspetto pratico». Al telefono per parlare degli ultimi sviluppi del caso Santoro, Carlo Freccero ci risponde con la solita verve. Gli diamo la parola: «La premessa politica è questa: tutte le iniziative berlusconiane non vogliono essere solo restrittive, ma produttive di un nuovo ordine. L'editto bulgaro viene sempre ricordato come un atto di censura, ma c'è una seconda chiave di lettura, e Berlusconi la ribadisce continuamente con le sue decisioni». |
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Bolle di mattone soffocano Milano |
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Il disastro dell'area ex Montedison sotto sequestro per inquinamento delle falde acquifere rende evidente la crisi del lungo governo delle destre. Le indagini sulla 'ndrangheta lambiscono Pdl e Lega e rischiano di far saltare l'equilibrio sempre più precario tra le forze che governano la città. Mentre si fa dura la guerra tra Moratti e Formigoni per l'Expo Flop immobiliare e finanziario di privati fuori controllo, cementificazione e degrado. Lotte di potere tra i leader del Pdl. Infiltrazioni mafiose. La triste fine del quartiere Santa Giulia è l'immagine spezzata di Milano dopo 17 anni di governo delle destre. Eppure proprio in questi giorni all'ombra della Madonnina si prendono decisioni che valgono decine di miliardi.
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Il mondo possibile passa per Dakar |
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Fa una certa impressione, vedere su un viale dell'immensa università Sheik Anta Diop di Dakar la fila dei pullman della «Délégation malienne» al Forum sociale mondiale, il decimo della serie; il terzo in Africa dopo Nairobi e Bamako. Le donne, avvolte nelle loro stoffe di colori esplosivi; sono sedute in cerchio per preparare da mangiare. Perché sono venute fin qui, dopo un viaggio di 40 ore? E le altre carovane, quella che ha attraversato Bénin, Togo e Burkina Faso, o quella che addirittura è venuta dal Ruanda, quindici giorni di traversata e innumerevoli soste nei villaggi lungo il percorso per parlare con la gente, che cosa sono venute a cercare? Forse la «Carta per un mondo senza muri», che il mondo lo ha percorso davvero, a sua volta, dal momento che da quattro anni rimbalza da un capo all'altro dell'altro mondo possibile alla ricerca di un porto d'approdo. Lo ha trovato qui, sull'isola di Gorée, luogo storico degli orrori del razzismo e dello schiavismo dove si impacchettavano gli esseri umani da trasportare sull'altra sponda dell'oceano.
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La Santanché come un sintomo |
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Facevano un certo effetto – giovedì scorso ad Annozero – i primipiani della quarantanovenne cuneese al rum Daniela Garnero, in arte Santanché, con quel volto teso nello sforzo da performance e dai tiranti degli innesti sottocutanei; così come impressionava la sua bocca, turgida di interventi chirurgo-estetici, fremente di sdegni vari (e sempre a rischio di esplodere per la pressione esercitata dal botulino sull’epidermide labiale).
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Il cielo di Milano è sempre più gru |
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Il piano di governo del territorio trasforma la città in un cantiere Bossi sindaco di Milano. Improbabile. Ma la boutade del senatur è il segno di una grossa difficoltà. Letizia Moratti non è amata, non solo dai leghisti ma anche dalle anime della sua maggioranza. Mal tollerata dall'area «laica» e non particolarmente apprezzata neppure dai ciellini che le preferiscono Formigoni. L'elezione del sindaco di Milano del prossimo anno è l'unico test elettorale prima della scadenza delle legislatura. E se non fosse per le debolezze dell'opposizione, mai come ora la battaglia sarebbe apertissima.
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Piazza Tahrir. E' rivolta sociale |
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«Gli Stati uniti stanno anteponendo la stabilità agli ideali democratici»: così scriveva ieri The New York Times sull'Egitto. Lasciano quindi «la speranza di pacifici e graduali cambiamenti nelle mani dei funzionari egiziani, a partire da Mr. Suleiman, che hanno tutti i motivi per rallentare il processo». La segretaria di stato Hillary Clinton ha chiarito alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza che, in Egitto, gli Usa «appoggiano le istituzioni» e, allo stesso tempo, sono «impegnati ad appoggiare» la società civile e chi «lavora con mezzi pacifici per mantenere il governo onesto». Ciò conferma che Washington cerca di dare un volto «democratico» a un paese in cui il potere continui a poggiare sulle forze armate e in cui, soprattutto, resti dominante l'influenza statunitense.
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