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Un complotto demo-giudo-pluto-venusiano |
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Il Manifesto, in collaborazione con la Spectre, è in grado di mostrare in esclusiva mondiale il maligno disegno che si propone di screditare l'Italia a livello mondiale, un complotto demo-giudo-plutocratico-venusiano. La prima novità è che il disegno non è uno solo. Ecco il dettaglio della torbida macchinazione.
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Violenza sulle donne, allarme nel mondo |
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In piazza o nei convegni, ieri, si è discusso di violenza contro le donne, nella giornata internazionale Onu dedicata a questo tema: in ricordo del 25 novembre 1961 quando, nella Repubblica Domenicana oppressa dalla dittatura del generale Rafael Trujillo (1930-1961), le sorelle Mirabal vennero torturate e uccise per ordine del dittatore. Un tema ancora drammaticamente all'ordine del giorno oltre sessant'anni dopo la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. La violenza è ancora troppo spesso una delle principali cause di mortalità per le donne fra i 15 e i 44 anni. Violenze subite in contesti di guerra, di miseria o fra le pareti domestiche.
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Così parlò Zarathustra XVI |
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Il pastore tedesco cancella settecento anni di progresso con un vergognoso libro da bar sport.
Fioccano le anticipazioni del nuovo libro del Papa, nel miglior stile di Bruno Vespa. E tutti i giornali ci cascano, nell’uno come nell’altro caso. Che dire? Beati i papi, della Chiesa o della Rai, che riescono ad attirare l’attenzione dei loro simili, pur non dicendo mai nulla di nuovo. Soprattutto il primo, le cui parole vengono addirittura presentate come «rivoluzionarie», quando non segnano neppure un passaggio dall’Alto al Basso Medioevo.
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Or non è molto, Étienne Balibar esprimeva preoccupazione per la “fine dell’Unione Europea”, di quella costruzione la cui storia è cominciata cinquant’anni fa sulla base di una vecchia utopia ma le cui premesse non erano state mantenute. Aveva ragione. Si aggiunga che, quanto più continua la crisi economica, tanto più si approfondisce la crisi politica del progetto europeo. Le voci che richiedono il ritorno dello Stato-nazione non costituiscono un brontolio sordo che solo diviene coro assumendo toni estremisti, ma sembrano ormai costituire una polifonia di voci populiste ed identitarie che vanno oltre le nazioni stesse – dalla Cecoslovacchia alla Boemia e alla Slovacchia, e dopo il Belgio le Filandre e la Vallonia, dopo l’Italia e la Spagna, i Paesi baschi e la Padania… una balcanizzazione infinita.
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Da ogni parte si annuncia il tramonto del berlusconismo e si dice che a dargli l'ultima spinta sia stato Gianfranco Fini, per anni riconosciuto capo del neofascismo. Insomma, una tipica faccenda del trasformismo italiano della destra affaristica affondata dalla destra ideologica, nel frattempo riveduta e corretta in chiave democratica. Con la sinistra che stava a guardare o quasi. Operazione abilmente condotta da Fini e apprezzata dagli opportunisti che sono corsi ad applaudirlo e a promettergli loro voti.
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Maroni, l’antimafia maquillage |
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L’arresto del boss dei casalesi Iovine spinge ad una seria riflessione, ma soprattutto rende necessario sgombrare il campo politico da tentativi scorretti di strumentalizzazione rispetto ad una battaglia imprescindibile, come quella alle mafie del Terzo millennio, dalla cui vittoria dipende non solo il compimento della democrazia, ma anche il suo sviluppo economico. Prima riflessione. Il ministro dell’Interno Maroni si comporta come un tempo si comportavano i democristiani più scaltri in Sicilia.
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La bomba a Brescia l’ha messa il Diavolo |
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Hanno assolto tutti. Ora nessuno potrà nutrire dubbi sul fatto che il paese sia un luogo di pietà. Il “paese”. Forse lo chiamano così per rendere meno solenne la scena, o per ricordare alla gente i propri doveri parrocchiali e il formalismo di certi rapporti umani. La pietà. C’era rimasto solo questo, dopo la collera, dopo la pazzia del dolore. Quello che non t’immagini è questa forma di pietà non convenzionale, la pietà per gli assassini ignoti di una delle tante stragi della storia d’Italia.
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In 300mila su Facebook per Vendola E anche Bersani spopola sul web |
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Forse ha ragione Luca Marroni, internauta col gusto della boutade, che di Vendola, una volta, sulla nostra pagina Facebook, ha scritto: «È il più amerikano dei comunisti italiani». Ci sono, in effetti, in quell’aggettivo usato da Marroni, quell’“amerikano” con la “k”, molte sfumature del modo di concepire la politica da parte del presidente pugliese. C’è per esempio il politico che, con un occhio a Obama, ha capito l’importanza dei new media nella competizione politica contemporanea e attraverso di loro cerca di veicolare il suo messaggio – essendo difficilissimo farlo in un sistema televisivo sempre più ingessato.
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Giuliano Pisapia candidato sindaco |
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Giuliano Pisapia ha vinto le primarie del centrosinistra a Milano. Ha sconfitto Stefano Boeri, l'archistar appoggiato dal Pd. Il risultato finale è: Pisapia 45,36%, Boeri 40,16%. Il costituzionalista Valerio Onida, non appoggiato da nessun partito, ha ottenuto un lusinghiero 13,4%, mentre l'outsider verde Michele Sacerdoti ha raccolto l'1,1%. In termini assoluti Pisapia ha raccolto 30.533 voti, Boeri 27.055, Onida 9.036, Sacerdoti 719. L'affluenza non è stata massiccia.
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Il Paese delle bambole gonfiabili |
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Padre di tre figlie, sono particolarmente sensibile all’idea di “femminile” trasmessa dalle vicende che hanno ingolfato le ultime cronache politiche italiane; conferma di una spaventosa degenerazione culturale, ormai dilagata a costume dominante. Ossia l’imposizione di stereotipi volgari e dementi che deviano verso l’acquitrino di un sessismo macchiettistico il percorso di emancipazione della donna, che da “angelo del focolare” l’aveva portata a rappresentarsi come “altra metà del cielo”; dalla subalternità (non priva di rispetto, seppure fastidiosamente retorica) alla liberazione in quanto soggetto pienamente titolare di sacrosanti diritti.
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Ruby e le mille spiegazioni di Silvio Perché gli italiani se le bevono? |
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Ricapitoliamo sommariamente tutte le risposte che Silvio Berlusconi ha fornito all'opinione pubblica sul "caso Ruby": non è vero niente, i giornali scrivono un mucchio di fregnacce; ma anche: Ruby non era una escort, ma una povera ragazza in difficoltà che lui voleva salvare dandola in affidamento alla Minetti; ma anche: lui lavora tutto il giorno e la sera ha diritto a un po' di "svago", se vi sta bene, bene, sennò ciccia, e comunque meglio così che essere frocio; ma anche: è tutta una macchinazione della mafia.
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Si tratta solo di Gnocca? |
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Sarà pure sbroccato di testa, come si usa dire dalle mie parti, sarà sicuramente “fuori controllo e malato” come scrive Famiglia Cristiana, ma occhio al Caimano e alla sua scorta mediatica! Proprio perchè è ormai fuori controllo può riservare sorprese amare e ricche di veleno. Nell’immediato ha deciso di giocare la carta, per lui consueta, della barzelletta, di lanciare la palla in tribuna, tentando di parlare d’altro e di spostare il tiro, assisitito amorevolmenete dai tg di famiglia.
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Non molti decenni fa l’acqua era un bene abbondante, un bene gratuito, un bene di tutti. Oggi quasi un milione e mezzo di italiani hanno votato il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, e la sua immissione sul mercato come un manufatto o un materiale raro; in tal modo peraltro inserendosi in una vastissima e complessa battaglia su questa materia, in cui molti popoli dei paesi più diversi sono impegnati. Che cosa è accaduto negli ultimi trenta-quarant’anni a determinare questa situazione?
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Ce lo possiamo permettere? Chiediamoci questo. L'Italia, noi italiani viviamo in un paese così prospero, così egualitario, così giusto, così salubre e così efficiente, in un paese così ricco di tutte quelle ricchezze che fanno dignitosa la vita degli uomini da poterci permettere - in questa democrazia avanzata e matura, solida e coesa - la bizzarria di avere a capo del governo un uomo anziano ossessionato dalla sua stessa vecchiaia, avvelenato di farmaci che gli assicurano apparente vigore e devastato dalle plastiche che ne fingono l'eterna giovinezza, un ex chansonnier piduista di tortuose fortune e discutibili amicizie oggi impegnato a tempo pieno a garantirsi l'impunità dai molti processi e a comprarsi le alleanze che lo portino al Quirinale oltrechè, da una certa ora del giorno in poi, ad organizzare notti in villa e trasferte in dacia così da poter ricevere in accappatoio bianco le ospiti procacciate a nugoli dai suoi servitori intanto messi a capo di imprese commissioni parlamentari reti televisive e ministeri, riceverli con il calice in mano e fare le sei del mattino raccontando barzellette di sapore africano dei tempi di Macario, e tutti giù a ridere prima di tuffarsi in piscina o nel letto?
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Quale crescita nella crisi ecologica |
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Luciano Gallino, come giudica le politiche seguite da quanti hanno responsabilità pubbliche (industriali, economisti, politici) al fine di superare la crisi? Politiche che di fatto si riassumono in rilancio di produzione e consumi, aumento del Pil, insomma crescita... Una linea che nessuno mette in discussione. Gli interventi postcrisi sono l'esito di un processo di ristrutturazione dell'economia cominciato con Reagan e Thatcher nei primi anni anni 80, cui hanno contribuito anche governi europei guidati da socialisti: dopo aver fabbricato la crisi, tentano ora di porvi rimedio con metodi tipicamente neoliberali.
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Mille e una storia della politica |
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Come Sherazade, la narratrice delle Mille e una notte che raccontava storie al re per farsi risparmiare la vita, anche il politico postmoderno sa che la fine delle storie significa la morte. Il re, ovvero l'elettorato, è pronto a condannarlo se la storia raccontata è inadeguata. Al contrario è pronto a farsi incantare se la storia è abbastanza avvincente. Nel vuoto italiano degli ultimi decenni, la narrazione berlusconiana ha avuto gioco facile.
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Un discorso di sinistra che parla al resto dell'opposizione (Udc inclusa) e soprattutto all'Italia. La relazione con cui Nichi Vendola apre il primo congresso di Sinistra e libertà si srotola attorno ad alcune parole chiave: guerra, libertà, fabbrica, curiosità, diritti umani, fondamentalismo, lavoro, precarietà, scuola, bellezza. I punti cardine della nuova «narrazione», di una nuova «ontologia delle libertà» che è necessaria, nientemeno, che per «salvare l'Italia».
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La mannaia sul sapere critico |
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Tagli all'editoria, alla scuola e all'università. Censure sempre più evidenti nel servizio pubblico. Dominio della cultura di impresa sulla cultura dello stato. Per Stefano Rodotà tutto si tiene in questo doloroso autunno berlusconiano. Una matassa che la sinistra deve affrontare e sciogliere una volta per tutte se vuole tornare ad essere credibile.
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Un missionario in paradiso |
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L’Italia è ultima dei paesi industrializzati, a pari merito con la Corea del Sud, negli aiuti ai paesi poveri. Nell’ultimo anno il governo ha addirittura ridotto a un terzo i suoi già miseri stanziamenti rispetto al 2009, quando ospitammo il G8 e B. s’impegnò ad aumentarli. Ma c’è una piccola eccezione, nella nostra proverbiale taccagneria: lo Stato caraibico di Antigua e Barbuda, che fin dal 2005 dirama comunicati grondanti gratitudine per il nostro premier-missionario:
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L'accesso alla Rete è uno straordinario strumento di emancipazione sociale. Il digitale divide è funzionale alla politica di chi vuole avere a che fare con un popolo che non pensa e non riflette. Il governatore pugliese firma contro il decreto Pisanu e sfida chi non ci sta: da Romani a Grillo
«La Rete è uno strumento fondamentale per chi cerca la libertà». Il presidente della regione Puglia Nichi Vendola firma per il Wi-Fi libero e ora in questa intervista parla a tutto campo di Internet, opportunità, rischi della Rete e possibilità che diventi anche per la politica italiana un luogo privilegiato di partecipazione.
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