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Nell'epicentro della lotta di classe |
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Recensione del libro "La lunga accumulazione originaria". Politica e lavoro nel mercato mondiale, di D.Sacchetto M.Tomba (Ombre Corte).
Tutte le volte che il mondo attraversa una crisi sistemica di forte intensità non ascrivibile a disfunzioni congiunturali, viene riscoperto Karl Marx, uno che le crisi le analizzava bene. "La lunga accumulazione originaria" (Ombre Corte, 18 euro) curato da Massimiliano Tomba e Devi Sacchetto (entrambi docenti dell'Università di Padova) riparte proprio da una rilettura del pensiero di Marx e dal recupero di quelle categorie che molti autori marxisti ritengono imprescindibili per leggere l'odierna attualità economica.
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La squadra di calcio come riproduzione in vitro dell'organizzazione di gruppo, Eto'o terzino e il modello Toyota. Intervista a Raoul Kirchmayer, professore di estetica all'università di Trieste, juventino pentito. «La nausea di Ranieri? Cos'è la nausea di Ranieri? Ho studiato e conosco solo la Noia di Sartre, filosofo, premio Nobel, ma anche grande appassionato di calcio». Forse la battuta del neo campione d'Europa Josè Mourinho non è stata all'altezza delle sue migliori, ma la comparsa di Sartre nel gran teatrino del nostro calcio ci aveva fatto un certo effetto. Il filosofo francese, in effetti, era stato persino qualcosa di più che un appassionato di calcio. Ci aveva giocato fin da ragazzino, per strada: il pallone - ricordava - era stata la sua palestra di democrazia. Di riferimenti al calcio e allo sport ha disseminato il suo lavoro, in particolare la Critica della Ragion Dialettica pubblicata nel 1960.
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Scienza e poesia, il piano casa di Mourinho |
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Mourinho vince lo scudetto con la sua Inter perfetta e dice: non mi sento a casa. Ma chi si sente davvero a casa in questo paese berlusconiano? Sotto il cielo dell'Inter non ci sono soltanto un campionato vinto con la testa prima ancora che con i piedi, una coppa Italia (o Tim, ormai sa tutto di sponsor) e la prossima movida di Champions sabato prossimo, ma un piano casa che non è quello né di Mourinho né quello di molti di noi. Interisti e non. E' il piano dei condoni a raffica di Tremonti, di una casa di un ministro pagata a sua «insaputa» da altri, di una casa della cultura di un ministro che si vergogna dei film degli altri invece che del proprio in onda, della casa di un sottosegretario a tutte le emergenze che prima nasconde di averla e poi chi paga per lui l'affitto. Tra un massaggio e l'altro.
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Silenzio, corsa e razionalità La pozione del druido Mou |
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Nel 2010 dopo Cristo tutta l'Italia è occupata dal popolo dei berluscones... Tutta? No! Un villaggio chiamato Pinetina, abitato da irriducibili nerazzurri, resiste ancora e sempre all'invasore. E la vita non è facile per le guarnigioni legionarie negli accampamenti fortificati di Milanello, via Turati, Arcore, Cologno Monzese... Così come in Asterix e i britanni, l'Inter scavalca la Manica e compie una di quelle imprese degne del piccolo villaggio di Goscinny e Uderzo.
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Il Cineforum di Liberate Barabba colpisce ancora |
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«Sanremo è tornata a somigliare all'Italia di oggi», ben detto Mauro Mazza. Il direttore di Raiuno si complimenta per la passerella di un paese compiaciuto del suo degrado, martedì sera all'Ariston, illuminato dalla presenza di Assunta Almirante «che ho salutato molto volentieri», degna ospite di una squadra «nazional-monarco-trombonesca», definizione coniata dai finiani di Farefuturo, esultanti per la defenestrazione di Italia amore mio, star Pupo e Emanuele Filiberto di Savoia, accolti da sbandieramenti tricolori e da un coro di fischi.
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Uno Stato federale per unire la penisola |
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Questa, di Giorgio Ruffolo, è una storia d'Italia viva, appassionata, ben documentata e meditata. Un libro, anche breve, che potrebbe, dovrebbe, essere adottato nelle nostre scuole, dalle quali - in questi anni - escono giovani che sanno poco o nulla delle emigrazioni, esterne e interne, che hanno marcato la nostra storia. E, aggiungo, un libro di storia d'Italia che si conclude con un allarme per la sopravvivenza dell'unità nazionale (ma c'è mai stata una vera unità nazionale?) e con una proposta politica di stato federale del Sud, che solleverà le proteste non solo di patrioti, ma anche della Lega e delle clientele che si affollano nelle amministrazioni regionali. Il libro si articola in tre parti (l'unità mancante, l'unità incompiuta e l'unità minacciata) ed è - lo ribadisce Ruffolo - «senza conclusioni» perché siamo in una situazione nella quale ai mali antichi si aggiunge l'inondazione di quel «populismo privatistico disgregante», che trova (e non so per quanto tempo ancora) la sua espressione politica nel berlusconismo. Insomma - è la conclusione - la realtà attuale getta «una luce sinistra sulle imminenti celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia».
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L'esproprio proletario del football in streaming |
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Pur essendo uno sport storicamente popolare, la fruizione dello spettacolo calcio per il proletario tifoso non è mai stata a portata di portafoglio. Per non pagare i cosiddetti diritti di visione, fosse il biglietto dello stadio oppure l'odiata pay per view, è sempre stato costretto a inventarsi forme personalissime di esproprio. Oggi, grazie alla liberazione del sapere immateriale fornita da internet, si aprono scenari un tempo impensabili, con la possibilità, in ogni istante e in ogni luogo dotato di una connessione decente, di vedere in diretta qualsiasi partita di qualsiasi paese. Tuttavia non è stato sempre così. Per tutti gli anni sessanta e settanta, ad esempio, se volevi vedere una partita e non potevi permetterti il biglietto avevi poche possibilità: o guardavi da un pertugio dello stadio, o scavalcavi i cancelli a tuo rischio e pericolo, oppure non ti restava che attendere la domenica pomeriggio, quando alla fine di 90° minuto trasmettevano «un tempo di una partita di serie A», cioè la sintesi del match clou di giornata.
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